Il reale e il simbolico
Un lupo separatosi dal branco, trova improvvisamente a pochi metri uno zampetto di una lepre morta e, per non farselo portar via, se lo ingoia voracemente in tutta fretta. Lo zampetto però è molto grosso e il lupo non riesce a digerirlo, gli rimane sullo stomaco. Sa bene che finchè non riuscirà a digerire il boccone non potrà mangiare null’altro e morirà di fame, così si accuccia nascosto in un posto sicuro e attende... perchè intanto il suo
cervello ha ordinato alle cellule dello stomaco di proliferare abbondantemente proprio nel punto in cui si è bloccato lo zampetto, per produrre più acidi possibili e digerirlo in fretta, acidi 3 volte più potenti dei normali. Il cervello ha dato origine ad un tumore che, nel momento in cui la digestione sarà portata
a compimento, sarà caseificato da funghi e batteri ed espulso, poichè la sua funzione sarà esaurita. E il lupo si alzerà e tornerà a cacciare insieme al branco, più affamato di prima.
Agli uomini, malgrado tutte le loro sovrastrutture, accade esattamente lo stesso. Il cervello dell’uomo moderno, quando si verificano eventi traumatici, dà all’organismo ordini dettati dalla nostra memoria ancestrale, che a noi possono apparire insensati, ma che riportati alle varie tappe dell’evoluzione hanno una loro chiara logica.
Ad esempio, se una persona vive in modo drammatico il proprio improvviso licenziamento come “un boccone rimasto sullo stomaco”, il cervello, che non è in grado di distinguere tra reale e simbolico, ordina al corpo una proliferazione cellulare per “digerire il boccone”: il tumore allo stomaco è la soluzione biologica per aiutare l’individuo a superare lo shock.
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