VII. Se persegui un fine, ti incateni. Se tutto ciò che fai, lo fai come un fine in se stesso, ti liberi.
Silo

venerdì 09 marzo 2007

MALAWI: THE WARM HEART OF AFRICA

Categoria: Il Fannullone 14, Storie ed Esperienze, Viaggi e Mondo

Autore: Elena Uderzo

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La mia esperienza in Malawi è terminata ormai da un mese,eppure riecheggia ancora dentro di me l’eco delle voci dei bambini che mi hanno “adottata” per sei
mesi nella loro terra. E’ stata una scelta importante quella che mi ha spinta a partire con l’Organizzazione Humana come Development Instructor, Istruttrice
allo Sviluppo, per un periodo di preparazione di sei mesi in Danimarca e poi in Africa per altri sei mesi, in Malawi, piccolo paese ai confini con Zambia,
Mozambico e Tanzania.Il Malawi è conosciuto come : il Cuore Caldo dell’Africa, per l’invitante accoglienza, la calorosa amicizia e il legame di stretta intesa che
si riescono ad allacciare dopo pochissimo tempo con le persone del posto se come me si ha voglia di conoscere da vicino le loro abitudini, la loro lingua (in
questo caso il chichewa, lingua che mi ha sedotta per la sua musicalità e semplicità, riflesso delle persone in quanto amanti della musica e semplici), le loro tradizioni e anche i loro problemi.

Mi sono attivata fin da subito in varie attività e la cosa più interessante è stata il fatto che ho potuto decidere abbastanza liberamente le attività che volevo svolgere. Il progetto affidatomi è stata la collaborazione presso Mikolongwe Vocational School, scuola professionale attorniata da campi di mais (cibo principale per la popolazione locale), alberi di banane, montagne e numerosissimi villaggi, luogo ridente dove ho vissuto per tutto il mio soggiorno africano. La scuola è costituita da circa 10 insegnanti e 90 alunni dai 16 ai 22 anni impegnati allo studio di discipline quali: agricoltura, sartoria, business, costruzione edilizia, falegnameria per apprendere un mestiere. Ho incontrato ragazzi interessatissimi allo studio, preparati e con tanta ambizione! Io non avendo conoscenze in questi ambiti ho iniziato insieme ai ragazzi attività extra scolastiche quali: corsi di poesia, di italiano, di lettura e discussione.
Sono riuscita dopo tante fatiche a coinvolgere gli insegnanti a far ripartire i gruppi settimanali di scrittura, educazione ambientale, coro, teatro (amano soprattutto il teatro comico), prevenzione sull’Aids e alimentazione.
Grazie alla collaborazione degli studenti sono riuscita ad organizzare due bellissime giornate dedicate agli orfani con attività quali: canzoni, teatro, giochi. I bambini sono accorsi numerosi e felicissimi di poter partecipare a qualcosa di diverso organizzato appositamente per loro.

Abbiamo partecipato volontariamente come scuola alla pulizia di un grande Ospedale, Nguludi Hospital, ospedale nel quale ha lavorato per un breve periodo come pediatra mio padre quando è venuto a trovarmi.
Inoltre grazie alle donazioni che mi hanno spedito alcuni amici ho potuto organizzare molte gare di disegno, questionari sull’Aids e gare di corsa, premiando con queste donazioni (magliette, quaderni, asciugamani, penne) i miglior classificati.

Al di fuori del mio progetto ho lavorato anche in due asili , con 20, 30 bambini. All’inizio ho avuto a che fare con volti spaventati e timidi di bambini piccolissimi, dai 2 ai 6 anni, ma in breve tempo tutto è cambiato...al mio arrivo i bambini mi correvano incontro e facevano a gara per giocare con me o solo per stringere la mia mano! Con i bambini ho stretto una relazione bellissima, è impossibile non affezionarsi a loro! Sono loro che ti danno la soddisfazione maggiore con la loro ingenuità, spontaneità, allegria e simpatia!Il lavoro con i bambini consisteva nell’insegnamento di inglese, di canzoni, di giochi nuovi e di scrittura di numeri o lettere.
Ho lavorato anche in una classe di studenti sordomuti con i quali ho fatto una lezione sul mio paese d’origine, lezioni di disegno ed ho insegnato a fare braccialetti utilizzando fili di cotone colorati. L’evento che più mi ha coinvolta durante tutta questa esperienza è stata l’organizzazione di un Festival di due giornate dedicato alla violenza contro donne e bambini, problema tuttora molto serio in Malawi. Per questa occasione abbiamo invitato 15 scuole a partecipare attivamente organizzando spettacoli di teatro, canzoni, danze tradizionali e poesie inerenti al tema scelto. Noi tre organizzatori siamo stati alle prese per la prima volta con problemi organizzativi di ogni tipo: raccolta fondi, scelta del luogo, inviti, premi per i partecipanti (ad ogni scuola abbiamo donato un pallone da calcio e penne e quaderni per ogni individuo).
Siamo riusciti nel nostro intento: quello di riunire moltissimi giovani per divertirsi ma anche per comunicare loro un messaggio importante e a comunicarlo sono stati direttamente loro: i giovani, con le loro esibizioni sul palco! Oltre che le scuole, impegnati durante il Festival sono stati: un dj che ha scaldato ancora di più l’atmosfera con musica, dimostrazioni di karate e acrobati per rendere ancora più piacevole il programma! Inoltre è intervenuto anche Jafali Mussa, Ministro dello Sport, da noi invitato per dare un messaggio ai giovani sul problema della violenza.

Il mio periodo di sei mesi è scivolato velocissimo, ho cercato di dare alla gente e in particolare ai giovani motivazioni per la costruzione di un futuro migliore. Tanti se non tutti vorrebbero scappare per via dei tanti problemi che affliggono quest’ oasi di pace: Aids, Malaria, Malnutrizione, Corruzione, Orfani, Istruzione e Sanità (insegnanti e medici appena possono partono per altri paesi per assicurarsi migliori condizioni di vita per loro e per le loro famiglie). Problemi che sembrano passare inosservati se si riesce a cogliere anche il bello di questi posti e di questa gente, tutto quello che ti sanno trasmettere e insegnare: la tranquillità di chi bada al proprio destino senza troppe preoccupazioni, la voglia di ridere sempre nonostante le tante difficoltà quotidiane, l’interesse che nutrono costantemente verso gli altri, specialmente di chi come me arriva da così lontano, l’amore e le attenzioni che rivolgono costantemente ad amici e famigliari, tutte cose che se riflettete da noi attualmente non rivestono così tanta importanza e lo dico con molto dispiacere.
L’esperienza che ho vissuto in Malawi per me è stata unica, credo di aver dato tanto ma allo stesso tempo di aver ricevuto tantissimo da chiunque abbia scambiato con me una parola o un sorriso. Rincontrerò per ora solo nei miei sogni tutti i bambini che mi hanno regalato il loro Cuore Caldo d’Africa, fino a quando non ci rincontreremo ancora dal vivo laggiù!


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