Musicastrofisica
Quando ero piccolo, tra i 7 e i 14 anni, chiedevo ai miei genitori parecchie cose tra cui: quanto è grande l’universo? cosa vuol dire infinito? ma come è fatto l’atomo? come fà ad essere così piccolo? ma cosè la luce? di cosa è fatta?
Tra i 14 anni e i 19 invece volevo solo suonare e basta, tanto un pò di risposte al liceo le avevo avute ma visto che l’uni incombeva dissi senza alcun dubbio: faccio astrofisica!
Non potei scegliere un corso di laurea più appropriato: ebbi quasi tutte le risposte alle mie domande e una conoscenza approfondita della tecnologia che usavo ogni giorno per fare musica; avrei scelto di fare ricerca nel campo dell’acustica ma...
Ora, al termine del corso di laurea, devo fare i conti con la realtà: laurearsi in astrofisica puoi farlo solo se hai le spalle coperte se non vuoi fare il pizzaiolo per tutta la vita; scelgo dunque l’esame di Fisica. Dei Solidi. Ovvero io sarò quello che ringrazierete quando userete un pc grande come un cellulare.
Anche qui però la ricerca è messa peggio che la mia macchina: non ci sono fondi, le ditte preferiscono speculare sulle vecchie invenzioni invece che far risparmiare la gente con quelle nuove e le leggi remano contro lo sviluppo tecnologico.
Nonostante tutto il solo pensiero di rinunciare a inventare qualcosa mi terrorizza e mi deprime: piuttosto morirò povero e solo ma con la soddisfazione di aver cambiato il mondo, esattamente come Nikola Tesla (inventore della corrente alternata, del trasformatore, del motore elettrico e della radio (ebbene sì, non è Marconi).
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