Solo una vita vissuta per gli altri vale la pena
Albert Einstein

mercoledì 20 giugno 2007

Ritalin: un farmaco per una patologia che non esiste

Categoria: Il Fannullone 15, Vergogna!

 

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ADHD: non esistono prove scientifiche, non esistono
studi sull’esistenza di questa malattia ma un semplice test per diagnosticarla. Sta già tornando in Italia la sua cura: una minaccia per i piccoli e una miniera d’oro per chi la produce. Se un bambino è spesso agitato e disattento molto probabilmente ha l’ADHD. Se a scuola disturba e non è capace di stare seduto al proprio banco per ore forse ha l’ADHD; se ha anche difficoltà nel rapportarsi con gli altri bambini e non ascolta la maestra allora quasi sicuramente è affetto da ADHD.

Ma che cosa è questa malattia? Si chiama ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder) ma è più conosciuta come sindrome da iperattività. Passa sotto il nome di patologia, ma non esiste un criterio scientifico chiaro per una diagnosi, che è basata sulla semplice osservazione dei bambini. In realtà questo è un disturbo del comportamento caratterizzato da iperattività, difficoltà di attenzione ed impulsività. I bambini nella fascia di età tra gli 0 e gli 8 anni vivono talvolta situazioni disagiate e hanno il loro modo per esternare il proprio mondo interiore, per comunicare al genitore ed insegnanti, figure di riferimento principali per quella fascia d’età, disagi scolastici e/o familiari.
Ecco però arrivare dall’America la soluzione per questa “malattia”: una cura basata sulla somministrazione ai bambini di Ritalin (nome commerciale del Metilfenidato della casa farmaceutica Novartis).
Ribattezzato “pillola dell’obbedienza”, il Ritalin è un medicinale presente in Italia negli anni ’80 e ritirato dal commercio nel 1989.

Attualmente è la terapia principe per la cura dell’ADHD negli USA.

Il Metilfenidato, un eccitante del Sistema Nervoso Centrale, è causa di numerosi effetti collaterali nei pazienti a cui viene somministrato e di una vera e propria dipendenza, infatti la sospensione del medicinale fa riemergere la situazione antecedente al periodo di regolare assunzione.
Gli effetti collaterali del Ritalin sono gravi e generalizzati con il coinvolgimento di diversi sistemi e apparati: a livello cardiaco sono state riscontrate palpitazioni, tachicardia ed aritmie, mentre il coinvolgimento di altri organi ha portato persino ad anoressia e disfunzioni ghiandolari.
Sicuramente la situazione più grave si verifica con la compromissione delle funzioni cerebrali che evidenziano stati d’ansia, nervosismo, aggressione ma anche manie e psicosi. Dall’America arrivano dati allarmanti che mettono in relazione il numero di bambini trattati col Metilfenidato e l’aumentato tasso di tentati suicidi nella fascia di età adolescenziale.
Questo principio attivo può essere considerato al pari di una droga: appartiene alla categoria degli stupefacenti nella stessa tabella della cocaina, anfetamine, oppioidi e barbiturici. Nonostante il ritiro da quasi 20 anni è rientrato in commercio ed è stato collocato nella tabella degli stupefacenti meno restrittiva per facilitarne la prescrivibilità da parte dei medici. Questo medicinale ha la funzione di intontire il cervello dei bambini, di sciogliere i disturbi più manifesti
e coprire le vere cause del loro disagi.


commenti a questo articolo:

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martino

martino(at)rimuovi-questo.tatterton.it

 
giovedì, 05-11-09 17:44
sto x iniziare la cura col ritalin ma ho 40 anni e prendo gia il subutex quindi mi vogliono veramente tenere dipendente a vita sia di coca che di eroina, mi ha fatto cambiare idea questo articolo, grazie
cmq in farmacia in italia nn e' vero che si trova, per lo meno nn ancora

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